Mal de ojo: il malocchio tra Spagna e America Latina
Il giaietto di Santiago, l'ojo de venado messicano, la figa brasiliana e le curanderas: storia del mal de ojo dalla Spagna medievale alle Americhe.
Nel mondo di lingua spagnola il malocchio si chiama mal de ojo o semplicemente ojo, mentre in Brasile si parla di mau-olhado o di olho gordo. Le credenze arrivarono nelle Americhe con i coloni iberici e si intrecciarono con tradizioni indigene e africane, dando vita a un insieme di usanze molto vario. Il bersaglio prediletto resta, come nel Mediterraneo, il bambino piccolo, la cui bellezza può attirare uno sguardo troppo intenso, anche in assenza di cattive intenzioni.
L'azabache e la higa
In Spagna l'amuleto più tipico era scolpito nell'azabache, il giaietto, una varietà di lignite nera e lucida estratta soprattutto nelle Asturie. A Santiago de Compostela, già nel Medioevo, operavano artigiani specializzati, gli azabacheros, che vendevano ai pellegrini conchiglie, figure di santi e amuleti in giaietto. Il cammino di Compostela contribuì così a diffondere questi oggetti in tutta Europa, lungo le strade percorse ogni anno da migliaia di viaggiatori.
La forma più caratteristica era la higa, una piccola mano chiusa a pugno con il pollice infilato tra indice e medio, lo stesso gesto che in Italia si chiama mano fica. L'amuleto si appendeva al collo dei bambini o ai finimenti degli animali. Dalla Spagna passò nelle Americhe: a Porto Rico, a Cuba e nella Repubblica Dominicana è ancora diffusa l'usanza di regalare ai neonati un braccialetto con un piccolo pugno di giaietto.
Ojo de venado e figa
In Messico e in America centrale è popolare l'ojo de venado, l'«occhio di cervo»: un grosso seme bruno di una pianta tropicale, legato a un filo rosso e talvolta decorato con l'immagine di un santo o della Vergine di Guadalupe. Il seme, con la sua fascia chiara che ricorda una pupilla, unisce l'idea dell'occhio protettivo al prestigio del colore rosso, considerato anche in Europa una difesa contro lo sguardo invidioso.
In Brasile l'amuleto più noto è la figa, versione portoghese della higa, spesso intagliata in legno, pietra o metallo. È tanto diffusa da essere diventata un oggetto tipico dell'artigianato, venduto nei mercati di Bahia e di Minas Gerais. Il suo successo mostra come un gesto antico, di cui esistono già amuleti di epoca romana, abbia attraversato l'oceano conservando la stessa funzione di difesa e di augurio.
Curanderas e riti di purificazione
Nelle comunità rurali e urbane dell'America Latina il mal de ojo viene tradizionalmente riconosciuto e affrontato da figure specializzate, le curanderas. Gli antropologi hanno descritto la limpia, un rito di purificazione accompagnato da preghiere in cui compaiono uova, rametti di erbe e immagini sacre, al termine del quale si trae un responso. Questi riti mescolano devozione cattolica, saperi indigeni ed elementi di origine africana, e vanno letti come parte di un sistema culturale complesso.
La storia del mal de ojo mostra quanto la credenza nel malocchio sappia viaggiare e trasformarsi. Partita dalla penisola iberica con i suoi amuleti di giaietto, si è radicata in contesti nuovi, ha incontrato piante, divinità e pratiche sconosciute in Europa, e ne è uscita arricchita. Oggi la si osserva nei mercati, nelle famiglie e nelle ricerche degli etnologi, come un capitolo vivo della cultura popolare delle Americhe.
