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Le monete cinesi col foro quadrato: denaro, cosmo e buon augurio

Le antiche monete cinesi portafortuna: dal banliang dei Qin al kaiyuan tongbao dei Tang, il simbolismo di cielo e terra, il nastro rosso e le monete-amuleto.

Tonde, di bronzo, con un foro quadrato al centro e quattro caratteri disposti intorno, le antiche monete cinesi sono oggi un portafortuna diffuso ben oltre l'Asia. Legate a un cordoncino rosso, appese alle porte o nascoste nei portafogli, conservano il ricordo di una moneta che per oltre duemila anni accompagnò la vita economica della Cina, dai mercati dei villaggi alle casse dello Stato imperiale.

Due millenni di monete

Le monete rotonde con foro quadrato si affermarono con l'unificazione della Cina sotto Qin Shi Huang, nel III secolo a.C., quando il banliang divenne la moneta dell'impero. Sotto la dinastia Han, dal 118 a.C., fu introdotto il wuzhu, destinato a circolare per secoli. Nel 621, all'inizio della dinastia Tang, il kaiyuan tongbao fissò un modello che le dinastie successive avrebbero imitato fino agli ultimi anni dell'impero Qing, all'inizio del Novecento.

Il foro centrale aveva una funzione pratica: permetteva di infilare le monete su cordicelle, formando file di centinaia o migliaia di pezzi usate per i pagamenti più consistenti. Gli europei chiamarono queste monete cash, termine derivato non dal cinese ma da lingue dell'Asia meridionale, giunto in Occidente attraverso il portoghese dei mercanti che commerciavano nei porti dell'Oceano Indiano.

Cielo rotondo, terra quadrata

La forma della moneta è stata spesso letta alla luce della cosmologia cinese tradizionale, secondo cui il cielo è rotondo e la terra è quadrata. Il cerchio esterno e il quadrato interno riunirebbero così i due principi in un unico oggetto, rendendo la moneta un piccolo modello dell'universo. Non è certo che i primi coniatori pensassero a questa simbologia, ma l'interpretazione si è radicata nella cultura popolare e contribuisce al valore beneaugurante delle monete.

Accanto alle monete ufficiali esistevano da secoli monete-amuleto, non destinate agli scambi, decorate con auguri di lunga vita, ricchezza, prole numerosa o successo negli esami imperiali, oppure con animali dello zodiaco, divinità e figure protettive. Erano regalate in occasioni speciali, come il Capodanno, le nascite e i matrimoni, e oggi sono studiate dai collezionisti come una fonte preziosa sulla religiosità popolare cinese.

Il nastro rosso e il feng shui

Nella pratica contemporanea, molto influenzata dal feng shui, le monete si legano spesso in gruppi di tre o di sei con un nastro rosso, colore della gioia e della buona sorte nella cultura cinese. Si dice che le monete con il nome di imperatori dai regni lunghi e prosperi, come Kangxi o Qianlong della dinastia Qing, siano particolarmente favorevoli. Molte di quelle vendute oggi, tuttavia, sono riproduzioni moderne e non pezzi d'epoca.

Le monete compaiono anche in altri oggetti beneauguranti: spade fatte di monete legate insieme, appese in casa come protezione, e statuette di animali che tengono una moneta in bocca, come il rospo a tre zampe associato alla ricchezza. In tutte queste forme la moneta smette di essere un mezzo di pagamento e diventa un segno, un augurio che si può toccare e conservare.

Le monete cinesi portafortuna sono un caso singolare in cui il denaro stesso diventa amuleto. Il loro fascino nasce dall'incontro tra una storia economica lunghissima, una geometria carica di significati e il gusto per l'augurio che pervade la cultura cinese. Tenerne una in mano significa toccare, in piccolo, un frammento di storia imperiale e di saggezza popolare.